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Biblioteca dell'Istituto Tecnico Agrario Francesco De Sanctis Avellino

L’Istituto Tecnico Agrario
“Francesco De Sanctis”

vigneto

L’Istituto nasce come scuola speciale per la formazione professionale del settore agricolo enologico sullo scorcio del XIX secolo e conserva a lungo una fisionomia autonoma, prima di essere riassorbito nella categoria degli Istituti tecnici con la riforma della Pubblica Istruzione del 1928.

Storia Dell’Istituto
Fin dal 1820, sulle colline dei Cappuccini di Avellino venne istituito un orto sperimentale facente capo alla Regia società economica, la quale approvò anche il compito sul decreto di Ferdinando I, della istituzione di una cattedra di agricoltura pratica. La stessa società economica per opera di Federico Cassitto con il “Giornale Economico P.U.” stimolò notevolmente lo sviluppo agricolo. Subentrati a detta Società i “Comizi Agrari”, le cose peggiorarono.
Rendendosi conto di tale stato di cose Francesco De Sanctis, assieme a Girolamo del Balzo, Scipione Capone e Carmine Santulli, fece deliberare l’impianto di un Museo agricolo.
Nel 1876 sempre il De Sanctis proponeva l’istituzione di cattedre ambulanti.
Assunto il ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione, affidò al Professor Caruso, Direttore dell’Istituto Agrario superiore di Pisa, il compito di realizzare le sue proposte. Il programma del Ministero della P.I. del 1887 prevedeva per il nostro paese sei scuole di Viticoltura ed Enologia.
Il 31 ottobre 1878 il Consiglio Provinciale di Avellino discuteva la proposta di creare una Scuola di Viticoltura e di Vinificazione. Erano previsti due corsi di insegnamento:uno inferiore per formare capi coltivatori di vigneti ed esperti cantinieri; uno superiore atto ad abilitare l’allievo alla direzione di una grande azienda viticola o di una Società enologica. Nello stesso anno il Ministro dell’Agricoltura Industria e Commercio nella relazione programmatica aveva annunciato di voler fondare altre scuole di Enologia, una in Piemonte, una ad Avellino ed una a Catania.
Nel novembre dei 1880 la Regia Scuola di Viticoltura e di Enologia venne inaugurata. Si trattava del solo corso inferiore. Dai documenti risulta che gli studi comprendevano Italiano, Storia e Geografia, Aritmetica, Scienze, calligrafia, Agronomia e lavori pratici al I anno, cui si aggiungeva Contabilità, Fisica e chimica, Viticoltura e Disegno al II anno, Enologia, Topografia ed esercitazioni di laboratorio al III anno. Alla Scuola stessa si accedeva con un esame di Ammissione di Italiano e Aritmetica. Gli allievi provenivano in maggioranza dalla Puglia, la Calabria, l’Irpinia, ma non mancavano giovani provenienti dal Lazio, dalla Lombardia, dalla Lucania, dalla Terra di Lavoro e dalla Sicilia.
Nel 1886 iniziò il corso superiore.
Nel 1896 il prof. Carlucci fornì un elenco delle attività dei primi 153 diplomati della scuola, dal quale si rileva come la gran parte di essi svolse professionalmente attività enotecnica o di ricerca nel settore.